A volte mi piace pensare che tu sia viva, che quel giorno anziché
trovarti in quell’edificio fossi altrove, magari dovuta partire per un viaggio
di lavoro o per volere affrontare una vita migliore, una nuova identità a cui
non hai saputo rinunciare e hai preferito lasciarmi qui, rinchiuso nel mistero,
torturato dal dubbio, forse per punirmi più di quello che il fato stesso già mi
avesse riservato, o cosa ancor più incredibile, ritrovarti una mattina, di un qualunque
giorno, di un qualsiasi anno a casa nostra dopo il mi solito giro ritorno da
Battery Park.